Tsubomi ga Hiraku Toki

Tsubomi ga Hiraku Toki – Yatogami Tohka (Date A Live Character Song)

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Aggiornamenti AuroraSito – 12 agosto 2018

Le battaglie navali della Grande Guerra Patriottica, Oceano Artico 1941-42

Basi militari USA in America Latina e Caraibi. Il Piano Sud America

Evoluzione di tecniche e metodi del terrorismo in Venezuela

Colpo di Stato fallito nel Nicaragua

Israele, Libia, Siria: la Russia vista come intermediario solido in Medio Oriente

Il ruolo militare della Cina in Siria, passo avanti nella lotta al terrorismo

Le battaglie navali della Grande Guerra Patriottica, Mar Nero, 1943-44

Le battaglie navali della Grande Guerra Patriottica, Mar Nero 1941-42

Indizi ed elementi: l’oligarchia colombiana dietro il piano di assassinio

Arabia Saudita ed alleati occidentali perdono nella guerra alla Siria

Il Pentagono cerca nuovi pretesti in Siria

Le battaglie navali della Grande Guerra Patriottica, Baltico 1943-45

Testato l’Avangard cinese

La Siria ha vinto la guerra

La più grande operazione della Seconda Guerra Mondiale

Sul caso degli usurpatori “caschi bianchi”

BRICS, una nuova geometria delle relazioni internazionali

Filippo Gaja: Senza la bomba atomica il mondo oggi sarebbe socialista

Perché la Seconda Guerra Mondiale finì col fungo atomico

I ‘caschi bianchi’ hanno commesso crimini contro l’umanità in Siria

Stalin, la Bomba e gli imbecilli occidentali

Fallito attentato contro il Presidente Nicolás Maduro

La produzione in serie degli ICBM è un ovvio passo per la Corea democratica

“La democrazia della sicurezza nazionale è la nuova forma d’intervento USA”

Nell’Estremo Oriente l’Armata Rossa concluse la Seconda Guerra Mondiale

La Russia declassifica il rapporto sui bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki

Non fu la bomba a piegare il Giappone, ma Stalin

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E’ un juliettò! La vera (dis)informazione va premiata!

Pagina 10 del testo Russia’s Future as a World Power, di Peter J. Stavrakis, December 8, 1997.
This monograph was prepared for the U.S. Army. War College Annual Strategy Conference

Essere insultato da un giulietto chiesa (“Lattanzio è un individuo inquinante”), non è comico (per quanto si sforzi, chiesa non fa ridere), ma grottesco, basta vedere le giravolte compiute dalla baffutissima “vittima del sistema” (ma che compare sempre nelle TV del sistema); da Berlinguer a Fiore e Adinolfi e Trump (nel 2016 tifava Hillary), passando per Dipietro, Grillo, Ingroia e il resto della galleria degli orrori.
Mettiamoci anche la russofilia di facciata che esibisce, dopo però essersi vantato di aver lavorato 20 anni per Radio Liberty, una radio finanziata dalla CIA (e Soros) per dare una voce a nazisti e kollabò raccolti dalla CIA negli USA per la guerra all’Unione Sovietica, Paese distrutto dal traditore e venduto Gorby, di cui chiesa è in pratica il public relation man in Italia.
Non c’è altro da aggiungere, triste vedere non tanto gli sproloqui di chiesa, personaggio ben descritto da Fulvio Grimaldi, ma semmai la claque di ‘psico-groupies’ di cui si circonda.

La Quarta Sponda è poco friendly

Le dichiarazioni dell’ambasciatore italiano sulle prossime elezioni in Libia, che lasciavano intendere che l’Italia si oppone alle elezioni del 10 dicembre, suscitavano proteste a Tripoli, Zuiya, Sabratha, Surmin, Bengasi e Sabha, dove venivano bruciate e calpestate bandiere italiane. Il Ministro degli Esteri del Governo “provvisorio” di al-Bayda condannava le dichiarazioni dell’ambasciatore, “non ha alcun diritto d’interferire negli affari interni libici… l’organizzazione delle elezioni e la loro programmazione è un affare interno su cui alcuna terza parte deve intervenire… l’ambasciatore d’Italia a Tripoli ha dimenticato che la Libia è uno Stato indipendente e sovrano, membro delle Nazioni Unite e non un Paese sotto tutela. Il popolo libico ha tutte le capacità per risolvere i propri problemi e gli altri devono rispettarne la sovranità sulla propria terra”. Anche i parlamentari della Camera dei Rappresentanti si espressero contro l’Italia, come il deputato Ibrahim al-Darsy, che dichiarava che “le ambizioni coloniali italiane in Libia sono ritornate… l’economia italiana si basa su gas e petrolio libici e perciò l’Italia non vuole permettere l’ingresso della Francia sulla scena libica”.
Diversi attivisti denunciavano le attività sospette di certe ambasciate in Libia col continuo supporto al Governo di Accordo Nazionale, screditato in Patria, “Il Governo di Accordo Nazionale è uno strumento degli stranieri per distruggere la Libia, permettendogli di depredarne le risorse”, e chiedevano al procuratore generale e al Ministero degli Esteri libico l’immediata rimozione dell’ambasciatore italiano definito “persona non graa”, e a “prendere misure necessarie contro costui per aver danneggiato la Libia e il suo popolo” e di diffidare il governo italiano dal perpetuare la politica che ignora il passato coloniale italiano in Libia. A sua volta la tribù Zintan sconfessava l’incontro con l’ambasciatore italiano di alcuni suoi rappresentanti, che minacciava di processare sugli accordi presi con l’ambasciatore, ma non accettati.
Infine Ibrahim Dabashi, ex-rappresentante permanente della Libia alle Nazioni Unite e uno dei responsabili del tradimento contro la Jamahiriya Libica nel 2011, affermava “Penso, basandomi sulla mia personale esperienza, che l’Italia manchi di una forte istituzione diplomatica ed ha un servizio d’intelligence incompetente che si appoggia a quello inglese. La dichiarazione più provocatoria dell’ambasciatore è la sua insistenza nel rifiutare le elezioni in nome del popolo libico, quando i libici sono convinti che non verrà raggiunto alcun accordo tra i partiti libici e le elezioni sono l’unica soluzione all’attuale crisi. L’Italia cerca di ritardare le elezioni perché non sa chi vincerà e teme che gli islamisti, suoi alleati, vengano scacciati dalla scena politica libica col voto… L’Italia deve dimenticare gli islamisti e i misuratini come governanti della Libia. Deve mostrare ai libici che ne rispetta la volontà, stabilire buoni rapporti con l’Esercito libico ed interrompere la cooperazione con ogni milizia, senza dimenticare che due dei capi delle milizie supportate dall’Italia sono presenti nell’elenco dei sanzionati dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.

1!2!3!4!

1!2!3!4!ヨロシク!勝負は、これからだ!